“Mama, I’m Coming Home”: La Preferita di Ozzy Osbourne

Ballad, confessione, saluto: il Principe delle Tenebre si racconta attraverso la sua canzone più intima

Non l’ho scritta io, ma è esattamente ciò che volevo dire.”
Nella carriera di Ozzy Osbourne, tra pipistrelli, riff oscuri, scandali e concerti apocalittici, una ballata malinconica del 1991 resta la sua preferita. Lo ha dichiarato lui stesso, nel corso di uno speciale organizzato da Metal Hammer per celebrare la sua induzione nella Rock and Roll Hall of Fame 2024 come artista solista.

La canzone in questione è “Mama, I’m Coming Home”, tratta dall’album No More Tears, uscito nel settembre del 1991, a una sola settimana di distanza da Nevermind dei Nirvana. In un’epoca in cui il grunge stava per travolgere il rock classico, Ozzy resisteva con la forza delle emozioni.

Il testo di Lemmy, la voce di Ozzy, il cuore di entrambi

“Mama, I’m Coming Home” non è solo una canzone. È una lettera, una resa, un ritorno.
Il testo non lo scrisse Ozzy, ma Lemmy Kilmister, il leggendario frontman dei Motörhead, suo grande amico. Eppure, come ha raccontato Ozzy, le parole riflettevano esattamente ciò che sentiva in quel momento.

“Non ho scritto io il testo, ma gli ho detto cosa volevo dire. È la mia preferita? Forse. Ma in realtà non ho una preferita in assoluto. Ogni disco è un riflesso di chi ero in quel momento: caos, gioia, dolore.”

L’aneddoto è ormai celebre. Durante un’intervista congiunta, un giornalista chiese a Ozzy: “Mama, I’m Coming Home è la cosa più personale che tu abbia mai scritto?”
Risposta secca: “L’ha scritta lui!”, indicando Lemmy. Eppure, mai come in quel brano, Ozzy ha lasciato intravedere il lato più fragile del suo personaggio estremo.

Il ritorno sul palco e quel bis commovente

Il 5 luglio scorso, Ozzy Osbourne ha tenuto il suo concerto d’addio a Birmingham, nel corso dell’evento Back to the Beginning. Tra le cinque canzoni scelte per dire addio al pubblico, una non poteva mancare: Mama, I’m Coming Home.

Eseguita prima della reunion con i Black Sabbath, ha segnato uno dei momenti più commoventi della serata. Con la voce spezzata, seduto sul suo trono nero, Ozzy ha regalato un’ultima carezza al suo pubblico, in una canzone che è dichiarazione, nostalgia, liberazione.

Uno sguardo critico: quando il metal diventa confessione

Non è una scelta banale. In una carriera segnata da brani come Paranoid, Crazy Train, Bark at the Moon, Ozzy Osbourne ha scelto una ballad emotiva come sua canzone del cuore. E questo dice molto.

Dice che la vera forza non è solo nel volume, ma nella verità. Che anche il Principe delle Tenebre ha bisogno di tornare a casa, anche se casa non è un luogo, ma uno stato d’animo.
E forse, in quel “mama”, Ozzy non parla solo alla madre, ma al pubblico, alla musica, a se stesso.

No More Tears fu anche il disco che segnò l’ultima vera grande metamorfosi della sua carriera, con brani potenti e collaborazioni memorabili, tra cui anche Hellraiser, anch’essa scritta da Lemmy, ripubblicata nel 2021 in una versione a due voci, come a suggellare un’amicizia diventata eredità.

“I’ve seen your face a hundred times, every day we’ve been apart.”

Ozzy Osbourne non c’è più. Ma ha lasciato dietro di sé una colonna sonora fatta di urla e carezze, riff immortali e testi che, anche se non firmati da lui, gli appartenevano fino all’ultima parola.

“Mama, I’m Coming Home” non è solo la sua canzone preferita. È la sua firma. Il suo testamento. Il suo ritorno.

Anche adesso che il palco si è spento la senti ancora respirare.

Non fermarti qui

ALTRO DA ESPLORARE

Top