Led Zeppelin in Scena con un Ep Live per i 50 Anni di “Physical Graffiti”

Il culto continua. Un vinile, un cofanetto, quattro brani dal vivo: così si celebra mezzo secolo di un album leggendario.

Physical Graffiti funziona benissimo come doppio album. Alcuni brani sono davvero strepitosi.”
Così Robert Plant ha commentato l’album che ha definito una generazione. Ed è proprio per rendere omaggio a quell’universo sonoro, che i Led Zeppelin tornano oggi con un nuovo ep live, un piccolo gioiello per fan e collezionisti, in uscita il 12 settembre 2025, esattamente 50 anni dopo l’impatto che cambiò per sempre il rock.

La notizia: un ritorno live, tra vinili e memoria

Il nuovo EP live sarà disponibile in vinile 12″ da 180 grammi, cd e formato digitale, e includerà quattro registrazioni dal vivo iconiche:

  • In My Time Of Dying e Trampled Under Foot, da Earl’s Court 1975
  • Sick Again e Kashmir, da Knebworth 1979

Performance già note ai fan più accaniti (pubblicate nel DVD “Led Zeppelin” del 2003), ma inedite su vinile, CD e digitale fino ad ora. Un piccolo grande evento.

In parallelo, verrà pubblicata una nuova versione del cofanetto “Physical Graffiti Deluxe Edition” del 2015, ora con un poster promozionale replica e packaging rinnovato. Una vera chicca per gli amanti del formato fisico, che torna oggi al centro del culto Zeppelin.

Uno sguardo critico: “Physical Graffiti” non è un album, è un mondo

Pubblicato il 24 febbraio 1975, Physical Graffiti fu il primo doppio LP degli Zeppelin, e anche la prima uscita della neonata etichetta Swan Song. Ma più di tutto, fu una dichiarazione d’intenti: un viaggio creativo che mischiava groove, psichedelia, blues, folk e hard rock.

Jimmy Page, produttore e architetto sonoro, aveva ben chiaro il suo obiettivo:

“Avevamo abbastanza materiale per un LP e mezzo, quindi ho pensato: ‘Facciamone un doppio. E usiamo le tracce inedite delle vecchie sessioni.’”

Il risultato? Quindici brani che passano da Custard Pie a Bron-Yr-Aur, da Ten Years Gone a Boogie with Stu, con una fluidità che raramente si è vista in un’opera così ambiziosa.

Non è un caso che sia considerato uno dei vertici assoluti della discografia Zeppelin, capace di fondere la potenza dirompente di John Bonham, la raffinatezza melodica di John Paul Jones, l’espressività selvaggia di Plant e il genio compositivo e produttivo di Page.

Un equilibrio che non invecchia. E che oggi, con queste registrazioni live, torna a vivere nel suo elemento naturale: il palco.

Graffiti indelebili, su pareti che continuano a parlare.

A cinquant’anni di distanza, Physical Graffiti non è polvere da scaffale. È una mappa sonora ancora valida, un punto fermo nella geografia del rock.
Con questa nuova uscita, i Led Zeppelin non riscrivono la loro storia, la riattivano, la fanno risuonare. Non c’è nulla di nuovo in senso stretto, ma tutto suona attuale, necessario, vivo.

Perché quando una leggenda suona dal vivo, anche da un vinile, la senti ancora respirare.

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