“Il 5 ottobre del 2012, con Ernesto e un gruppo di scalmanati e meravigliosi appassionati, andammo a Liverpool in torpedone.”
Il ricordo di Gino Castaldo apre già il cuore. Ma il prossimo 5 ottobre 2025 non sarà solo un anniversario, sarà una celebrazione collettiva. All’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, va in scena la Beatles Marathon: una full immersion di otto ore nell’universo dei Fab Four, pensata per rendere omaggio a Ernesto Assante, scomparso nel febbraio 2024.
Un tributo musicale e umano, gratuito e aperto a tutti, per ricordare uno dei più grandi divulgatori di cultura musicale italiana.
La maratona: 210 brani, in ordine cronologico
Dalle 14:00 alle 22:00, le note dei Beatles risuoneranno in ordine rigorosamente cronologico: si parte da Love Me Do (1962) e si arriva a The End, traccia conclusiva dell’album Abbey Road (1969). 210 brani che ripercorrono l’intera parabola creativa del quartetto di Liverpool: da Lennon a McCartney, da Harrison a Starr, ogni evoluzione, rivoluzione, sperimentazione.
Sarà una lezione di storia viva, con ascolti guidati, interventi critici e ospiti del panorama musicale e giornalistico che interverranno con aneddoti, ricordi e riflessioni. L’obiettivo? Riaccendere la scintilla beatlesiana in chi già li ama e accenderla per la prima volta in chi ancora non li conosce.
Gino Castaldo raccoglie il testimone
A curare l’evento sarà proprio Gino Castaldo, amico e collega di una vita di Assante. Insieme hanno firmato per decenni pagine indimenticabili di giornalismo musicale, condotto rassegne, eventi e programmi che hanno portato la musica popolare internazionale al centro della cultura italiana.
“Ernesto viveva i Beatles come un codice culturale e umano. Celebrarli è celebrarlo”, racconta Castaldo. E non è un caso che l’evento si tenga il 5 ottobre, una data cruciale nella storia pop: proprio il 5 ottobre 1962 uscivano Love Me Do e Agente 007 – Licenza di uccidere. Il primo singolo dei Beatles e il primo film di James Bond. L’inizio di due fenomeni globali nati nello stesso giorno.
Quando il rock diventa memoria condivisa
La Beatles Marathon non è solo una maratona musicale. È un rito laico, un modo per tenere viva la memoria culturale, riscoprire la forza di una musica che ancora oggi informa il linguaggio di intere generazioni di artisti: dal rock all’indie, dal pop alla sperimentazione elettronica.
Ed è anche un modo per dire grazie a chi ha raccontato la musica come forma di pensiero, come ha fatto Assante: con passione, competenza e un entusiasmo mai domo. In un’epoca in cui tutto è veloce e frammentario, fermarsi otto ore ad ascoltare i Beatles è un atto di resistenza. E di bellezza.
L’amore per la musica non finisce mai: si ascolta insieme.
Il 5 ottobre, all’Auditorium, non sarà solo il tempo della nostalgia, ma quello della connessione. Tra generazioni, tra stili, tra ricordi.
Perché, come ci hanno insegnato i Beatles e come ci ha ricordato Ernesto Assante, la musica non è un sottofondo: è un racconto. E ognuno di noi è parte di quel racconto.


