Back to… Amy: la band originale di Amy Winehouse arriva in Italia

Sei date per celebrare i 20 anni di Back to Black. Sul palco, il cuore pulsante di una leggenda che non smette di vivere.

“Love is a losing game… ma certi amori non finiscono mai.”
A vent’anni dall’uscita di Back to Black, capolavoro soul-pop che ha segnato un’epoca e ridefinito l’identità femminile nella musica contemporanea, la band originale di Amy Winehouse torna sul palco. E lo fa anche in Italia, per un tour commemorativo di sei date, tra aprile e maggio 2026.

Un viaggio nel tempo, sì. Ma soprattutto un atto d’amore.


Le date italiane: dove e quando

Ecco gli appuntamenti italiani della Amy Winehouse Band:

  • 24 aprile – Capitol, Pordenone
  • 25 aprile – Teatro Comunale, Cesenatico (FC)
  • 26 aprile – Santeria Toscana 31, Milano
  • 28 aprile – Teatro Puccini, Firenze
  • 29 aprile – Largo Venue, Roma
  • 30 aprile – Teatro Civico, La Spezia

I biglietti sono disponibili su Ticketone a partire dalle 10:00 di giovedì 20 novembre.


La band, la voce, il tributo

A guidare questo tributo è Dale Davis, storico bassista e direttore musicale di Amy Winehouse, che ha raccolto i musicisti originali che avevano condiviso il palco con lei nei tour più iconici.

Alla voce, una nuova interprete scelta da Davis: Bronte Shandé, che non imita, non ricrea, ma restituisce l’anima viva di Amy con rispetto, intensità e passione.

Il repertorio abbraccia tutto ciò che ha reso Amy un’icona:

  • Rehab
  • Valerie
  • Back to Black
  • You Know I’m No Good
  • Tears Dry On Their Own
  • Love Is A Losing Game

Un concerto che non è semplice nostalgia, ma ritorno alla sostanza, all’eleganza, all’urgenza di una voce che sapeva trasformare il dolore in arte.


Uno sguardo critico: non imitazione, ma celebrazione

In un’epoca dove la memoria artistica rischia di essere appiattita dalle copie, la Amy Winehouse Band sceglie la strada più difficile e onesta: non sostituire, ma onorare.

Questo tour non è un’esibizione, è una forma di lutto creativo. Un modo per dire che Amy Winehouse non è solo un’icona tragica, ma una forza sonora ancora attuale, una sensibilità che ha influenzato generazioni di artisti, da Adele a Lady Gaga, da Sam Smith a Celeste.

E Back to Black, pubblicato nel 2006, resta uno degli album più potenti del secolo: grezzo e raffinato, vulnerabile e feroce. Riascoltarlo dal vivo, nella sua forma più fedele, è un atto di restituzione culturale.


Il tempo non cancella ciò che la voce ha inciso nell’anima.

Amy Winehouse se n’è andata nel 2011. Ma non se n’è mai andata davvero.
Il suo modo di raccontare l’amore, la perdita, la rabbia e il desiderio vive ancora nei vinili, nei video, nelle lacrime trattenute del pubblico.

E adesso, vive anche in questo tour.
Dove non si cerca una sostituta, ma si costruisce un ponte tra memoria e presente.
Perché alcune voci non vanno replicate. Vanno custodite. E fatte risuonare.

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